Nonostante la crisi, in Basilicata attive oltre 700 botteghe di mestieri antichi

I dati forniti da Confartigianato. Al primo posto figurano panetterie e pasticcerie con 422 imprese attive (263 nel Potentino e 159 nel Materano), seguite dalle lavanderie (161 di cui 112 in provincia di Potenza e 49 in quella di Matera), sartorie (86 di cui 54 in provincia di Potenza e 32 in quella di Matera)

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In una situazione economica difficile, con attività commerciali e imprenditoriali costrette a chiudere conforta il dato pubblicato dalla Confartigianato di Potenza relativamente alle botteghe-ditte mestieri antici che operano in Basilicata: sono 723 (473 in provincia di Potenza e 250 in provincia di Matera).
La confederazione, con il suo Centro Studi, ha analizzato i dati di un rapporto della Camera di Commercio di Milano che ha fatto un censimento delle iscrizioni agli albi delle Cciaa di tutte le regioni.
La situazione in Basilicata. Come dicevamo, le botteghe-ditte mestieri antichi sono 723 con una presenza femminile e giovanile è rispettivamente del 17,4% e del 7,4%.

Le botteghe-ditte mestieri antichi attive

Al primo posto figurano panetterie e pasticcerie con 422 imprese attive (263 nel Potentino e 159 nel Materano), seguite dalle lavanderie (161 di cui 112 in provincia di Potenza e 49 in quella di Matera), sartorie (86 di cui 54 in provincia di Potenza e 32 in quella di Matera).
Resistono 43 calzolai (28 a Potenza e 15 a Matera), 27 orologiai (16 a Potenza e 11 a Matera), 12 riparatori di oggetti in metallo e 2 artigiani del vetro artistico.

Le figure artigiane a rischio estinzione

Aarrotino ambulante, calderaio stagnino che ripara le pentole, artigiano del ramecalzolaio, maniscalco per cavalli da corsa o bovini,  chi costruisce canestri o ripara ombrellifalegnami.

Rosa Gentile, vice presidente nazionale Confartigianato

Per scongiurare la definitiva scomparsa degli antichi e preziosi mestieri, simbolo di ingegno, creatività, professionalità, conoscenze – afferma Rosa Gentile, dirigente nazionale e regionale Confartigianato – puntiamo a favorire la trasmissione di competenze specialistiche verso i giovani, il ricambio generazionale e stimolare la nascita di una nuova imprenditoria, i processi di innovazione e di internazionalizzazione delle imprese, nonché lo sviluppo di reti su base locale.
I giovani, complici talvolta le normative di settore, troppo spesso sono stati disincentivati dall’apprendimento di certi mestieri come il panificatore. Questo antico e ben remunerato mestiere sta andando a scomparire per mancanza di candidature, lavoro duro, faticoso specie per gli orari e i turni notturni.
Segnali incoraggianti vengono da Matera dove – precisa Rosa Gentile – il pane è diventato da qualche tempo tempo un simbolo importante e un bene a cui i turisti che tornano a casa non rinunciano di acquistare direttamente in panificio“.

Altri comparti che per Confartigianato hanno un mercato sono:  abbigliamento, ristorazione, artigianato artistico, grande distribuzione organizzata, legno, meccanico, stampa,  innovazione e artigianato digitale (realtà produttive che utilizzano tecnologie e strumenti innovativi quali stampa 3D, software dinamici, tecnologie di “open hardware”, lavorazioni digitali quali il taglio laser e la fresatura a controllo numerico).

Per quanto riguarda le attività da promuovere le Botteghe ‘di filiera’ che coinvolgono aziende integrate in senso verticale operanti nell’intero ciclo di vita di un prodotto dei settori abbigliamento/moda, agroalimentare-enogastronomia-ristorazione, legno-arredocasa e quelle dell’artigianato digitale che impiegano tecnologie digitali per la fabbricazione di nuovi prodotti o per lo sviluppo di processi produttivi non convenzionali, con particolare riferimento a: modellizzazione e stampa 3D; strumenti di prototipazione elettronica avanzata e software dinamici; tecnologie di “open hardware”; lavorazioni digitali quali il taglio laser e la fresatura a controllo numerico.

Oggi – aggiunge Gentile  – domina un modello culturale che contrappone il sapere al saper fare, la conoscenza teorica alle competenze tecniche e pratiche. Con il risultato che i giovani non trovano lavoro e le aziende non riescono ad assumere lavoratori.
La situazione è addirittura paradossale: da un lato gli imprenditori non riescono a trovare manodopera qualificata, dall’altro abbiamo un esercito di giovani tra 15 e 29 anni disoccupati.
La nostra azione, il nostro impegno –
conclude – sono pertanto  finalizzati alla formazione rafforzando l’apprendistato in bottega e all’occupazione, con l’intenzione di far avvicinare i giovani al mondo dell’artigianato e il risultato ci rende orgogliosi, soprattutto di poter offrire un’opportunità ai giovani”.