“Se dici parole, 16 parole”, presentato il nuovo libro di Massimo De Nardo

154

Le parole e alcune loro caratteristiche, interessanti e curiose, al centro della narrazione del libro “Se dici parole, 16 parole” di Massimo De Nardo, scrittore ed editore, che ieri, sabato 27 ottobre, ha presentato l’opera a Potenza, presso la libreria Sognalibro, in un’iniziativa che rientra nel cartellone dell’”Autunno Letterario” del Comune di Potenza.

Il testo, edito dalla casa editrice Rrose Sélavy, con un’introduzione di Adrian N. Bravi e le illustrazioni di Paolo Rinaldi, raccoglie sedici omografi, ovvero parole identiche dal punto divista della scrittura ma differenti come significato, visti con lo sguardo di un giovane alunno, ideale compagno di banco, che ne scopre gli aspetti meno evidenti.

“Quando il professor Niccolò incontra delle parole doppie, gli omografi, le fa scrivere sui quaderni agli alunni e poi le spiega – dice De Nardo Ma il senso di tutto questo è raccontare qualcos’altro attraverso le parole, perché le parole hanno significati doppi, tripli, e se non conosci il senso autentico del significato delle parole rischi che le parole diventano ambigue, significano qualcos’altro e invece servono per allargare il discorso, per parlare di altro con coerenza”.

Un’occasione, dunque, per riflettere sull’importanza delle parole, sul loro valore, sulla possibilità che offrono di condurre altrove chi le utilizza, in una quotidianità caratterizzata da una ipercomunicazione (se così si può definire) non sempre attenta e precisa.

Parlare di parole, nel libro di De Nardo, significa andare oltre la superficie delle cose, allargare il discorso, prestare attenzione, leggere tra le righe:

“Tra le righe, oltre le righe, dentro le righe. “Sedici parole” è un titolo particolare perché gioca con le parole “se dici” verbo, sedici numero, non potevo inventarmi titolo diverso perché sarebbe stata un’altra storia. Le parole sono un pretesto per parlare di quello che significano loro come etimologia, come significato originario però per parlare anche d’altro”.

Per l’autore, “Se noi dovessimo parlare, ad esempio, dei sentimenti, amare è una parola doppia perché amare è un verbo ma amare sono le cose che non sono dolci e l’amore in questo caso sviluppa una serie di situazioni che riguardano i sentimenti, gli affetti, la gelosia, che è una parola doppia che sta all’interno di questo libro”.

Parole come affetto, avanzata, mondo, mostrano agli alunni e ai lettori il loro sfaccettato significato, e attraverso l’etimologia, la storia che raccontano e che è un piacere ascoltare.

Il contesto in cui avviene la narrazione è una scuola. “Se dici parole, 16 parole”è un libro per ragazzi ma non solo?

“I libri non sono mai per ragazzi o per adulti – afferma De Nardo – I libri sono per chi ha voglia di farsi raccontare da qualcun altro qualche cosa. L’Odissea, l’Iliade, sono libri per aduli, ma la descrizione che ne fanno gli autori è una descrizione che va sul fantastico, sono favole straordinarie. Il confine è molto sottile. Pollicino potrebbe diventare un libro per adulti”.