“Il cuore di una stella”, vita e sogno nel romanzo di Biagio Favale

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Una difficile situazione personale incontra l’eterno del sogno nel romanzo “Il cuore di una stella”, opera postuma di Biagio Favale, dottore commercialista, docente e scrittore potentino, prematuramente scomparso nel 1999. Il romanzo, edito da Youcanprint, racconta, sotto forma di favola, la storia di Guido Valli, direttore d’orchestra che, ritrovandosi un cuore malato, necessita di un trapianto. La vicenda della malattia del protagonista, si intreccia con gli avvenimenti reali della quotidianità e, nel sogno, con la storia mitologica e leggendaria di Indio, principe navajo di una tribù di Squatters, offrendo al lettore momenti di grande vitalismo nonostante la delicata tematica al centro della narrazione. “La storia dell’indiano si incrocia in maniera quasi onirica con quella di Guido Valli e il tratto onirico è ben presente nel romanzo – ci dice Giuditta Casale, blogger di libri che ha analizzato a fondo l’opera in questione – Credo che l’idea di definirla favola nasca proprio da questo iperrealismo, che poi diventa una sorta di sogno”. Un’opera, quella di Biagio Favale, che racchiude in se temi come quello dell’amore (sebbene complicato), dell’amicizia, del conflitto interiore e del sacrificio, non trascurando, causa un equivoco che coinvolge Guido e il suo miglior amico, una vena di ironia. La forma del dialogo struttura il testo, caratterizzato da una prosa lirica (Favale si è anche dedicato alla poesia) con l’utilizzo dei registri più disparati per raccontare i diversi incontri, in una continua intersezione di personaggi. Guido Valli dialogherà, ad esempio, con gli altri degenti – personaggi dell’ospedale (ognuno con le sue particolarità), per poi incontrare l’onirico Indio e dare vita, con esso, a dialoghi più introspettivi e riflessivi, dedicati alle scelte da affrontare. La figura del principe Indio, immateriale, poetica ed eterna, potrebbe considerarsi come possibile alter ego più intimo del protagonista e presunto eroe donatore del suo cuore. Sarà il destino, il caso o il divino, secondo le interpretazioni, a definire il percorso dei due personaggi. “Si sente molto, a mio avviso, nel libro, l’urgenza narrativa di Biagio Favale – dice Giuditta quindi l’ho letto in maniera molto partecipata perché ho immaginato che gli interlocutori previlegiati di questo libro fossero delle persone amate, che lui amava e a cui voleva lasciare un addio”.