L’Italia non si qualifica ai Mondiali e strappa il tricolore: denunciato dai Carabinieri

L’uomo ammetteva l’accaduto riconducendo l’insano gesto ad un momento di rabbia per la mancata qualificazione della nazionale italiana ai mondiali di calcio “Russia 2018”

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Prosegue, senza soluzione di continuità, l’intensa e proficua attività di prevenzione e repressione posta in essere dai Carabinieri della Compagnia di Venosa (PZ), al Comando del Capitano Alessandro Vergine, che nella serata di ieri hanno ottenuto un ulteriore significativo risultato in materia di repressione dei reati contro la personalità dello Stato.

I militari della Stazione Carabinieri di Ripacandida infatti, a conclusione di immediate e meticolose indagini, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Potenza il trentunenne M.D., operaio del luogo già censurato per reati contro la persona ed il patrimonio, poiché resosi responsabile di vilipendio e danneggiamento della bandiera nazionale italiana. I militari, grazie a tempestivi e puntuali accertamenti e riscontri, appuravano che l’uomo, nel corso della nottata di ieri, aveva strappato ed asportato parte della bandiera italiana collocata su un’asta a muro in quella Piazza intitolata a M.O.V.M. [Medaglia d’Oro al Valor Militare] Maresciallo Prima Classe Aeronautica Militare, Vito Sinisi, eroe del secondo conflitto mondiale.

La successiva perquisizione domiciliare d’iniziativa, effettuata presso l’abitazione del trentunenne, consentiva altresì di rinvenire proprio il lembo strappato dalla bandiera danneggiata, che veniva quindi sottoposto ad immediato sequestro penale. Proprio presso il locale Comando Arma l’uomo, posto dinanzi alle proprie già evidenti responsabilità penali, ammetteva l’accaduto riconducendo l’insano gesto ad un proprio sconsiderato momento di rabbia per la mancata qualificazione della nazionale italiana ai mondiali di calcio “Russia 2018”, ancora in corso di svolgimento. Alla luce di quanto appurato, pertanto, il trentunenne è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Potenza, per il reato di vilipendio e danneggiamento alla bandiera.