Per il Comandante dei VV.UU. di Tursi l’autovelox era diventato un bancomat: un euro a contravvenzione

Dalle indagini è emerso che il Comandante della Polizia Locale di Tursi, Giovanni Sanchirico, con stratagemmi vari annullava anche multe, facendole risultate pagate. In compenso riceveva danaro o altri favori.

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L’autovelox all’altezza dello svincolo per Tursi sulla Sinnica, vera ossessione degli automobilisti, per il comandante della Polizia Locale del centro materano, Giovanni Sanchirico, 64 anni, era diventato un vero e proprio bancomat: per ogni contravvenzione rilevata guadagnava un euro. A pagarglielo era il titolare della Beta Professional Consulting Srl di Montalto Uffugo (CS), Ottavio Chiappetta, 46 anni,  che fornisce apparecchiature di rilevazione della velocità e servizi di gestione delle contravvenzioni al Codice della Strada.

Avendo verificato che il rapporto con la società era redditizio, Sanchirico aveva pensato bene di proporre l’affare anche ai colleghi di altri Comuni.  Ma gli è andata male perchè uno di costoro, molto più onesto di lui, ravvisando il reato, ha denunciato tutto.
Le indagini condotte dal Commissariato di Polizia di Policoro e dalla Squadra Mobile di Matera – sono state illustrate in una conferenza stampa tenuta in Questura a Matera dal Procuratore Capo della Repubblica di Matera Dott. Pietro Argentino – hanno fatto piena luce sulla vicenda e stamane, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare disposta dal Gip del Tribunale di Matera Angela Rosa Nettis, la polizia ha arrestato cinque persone.

da sinistra: Giovanni Sanchirico e Ottavio Chiappetta

Oltre al Comandante della Polizia Locale di Tursi (in carcere), sono agli arresti domiciliari Ottavio Chiappetta, due suoi collaboratori  Antonio Iantorno 52 anni, Egidio Siepe di 58;  e la compagna del Comandante della Polizia Locale di Tursi, Maria Rubolino di anni 47, sul conto corrente della quale venivano versati gli utili dell’illecito affare.

da sinistra: Egidio Siepe, Maria Rubolino, Antonio Iantorno

Dalle indagini è emerso anche che il Comandante Sanchirico, attraverso il sistema informatico di gestione delle contravvenzioni fornito dallo stesso Chiappetta, annullava multe, facendole risultare pagate. In compenso, si faceva dare dai trasgressori una somma in danaro, una sorta di “sconto” considerevole sull’importo delle stesse, o altra utilità, tra cui la promessa di assunzione del futuro genero. Si accontentava anche di un carico di legna.

L’attività investigativa è nata dagli sviluppi di un’altra indagine relativa all’incendio dell’autovettura di un funzionario del Comune di Scanzano Jonico.
Dalle intercettazioni telefoniche disposte dall’Autorità Giudiziaria per la prima indagine gli investigatori hanno scoperto il sistema di corruttela messo in piedi dal comandante Sanchirico e dall’imprenditore Chiappetta.
Nella vicenda sono coinvolte complessivamente 17 persone.