Dal film di Vittorio Sindoni alle buone pratiche nella riabilitazione psichiatrica

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E’ stato il film “Abbraccialo per me”, del regista Vittorio Sindoni, un film sul disagio psichico, la colonna sonora – ci si passi il termine –  del convegno su riabilitazione psichiatrica-psicosociale: le buone pratiche nei trattamenti integrati”, organizzato nell’auditorium del conservatorio statale di musica “Gesualdo da Venosa” di Potenza dall’Ordine degli Psicologi della Basilicata.

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Il film, per la regia di Vittorio Sindoni, che racconta la storia di Francesco “Ciccio” Gioffredi (l’attore Moisè Curia), ha offerto spunti di riflessione per quanto riguarda il modo di approccio alla disabilità da parte di chi, all’interno della famiglia e fuori, mette in gioco la propria sensibilità, i propri pregiudizi – “lo stigma”, del quale ha parlato il dr. Pietro Fundone –  per accogliere (il concetto dell’abbraccio) o rifiutare il  “Ciccio” di turno.
Il film ha posto anche il problema di che tipo di assistenza, di servizi bisogna assicurare sul territorio per dare risposte adeguate. Un tema caro alla sceneggiatrice del film, Antonella Giardinieri, che ha dichiarato:«La mia esigenza era quella di parlare di una necessità, quella del famoso ponte tra le famiglie e la parte istituzionale. Spesso manca questo passaggio, e le famiglie sono sole ad affrontare questo problema. L’esigenza della famiglia è avere personale specializzato che venga anche a casa a trovare il paziente, per portarlo al cinema o a fare una passeggiata. Finché li vedremo timbrati come malati psichiatrici, non avranno mai un’esistenza normale. È necessario che ci si convinca – conclude Giardinieri – che i pazienti psichiatrici sono esseri umani come tutti, che hanno solo bisogno di essere accolti».
Il tema dei servizi riabilitativi sul territorio, delle nuove metodiche multidisciplinari, di quelli che Giovanni Razza ha definito “i paradigmi riabilitativi” è stato al centro del convegno, che ha affrontato con Maria Pompa, psicologa-psicoterapeutica, il non sempre facile problema dell’integrazione nel mondo del lavoro.
Dei servizi riabilitativi  hanno parlato nella tavola rotonda che ha concluso il convegno il Direttore Sanitario dell’Asp, Massimo De Fino (“Sono aumentate sul territorio – ha detto – le strutture alternative all’ospedale grazie ad un nuovo approccio con il disagio mentale”), il Dirigente Responsabile delle strutture assistenziali dell’azienda, Angelo Laieta (“E’ necessario che si creino dei percorsi che, coinvolgendo la famiglia e il territorio, possano consentire al malato di riappropriersi del suo essere persona”) e il dirigente del Centro di Salute Mentale dell’Asp, Andrea Barra. Quest’ultimo ha richiamato l’attenzione sull’importanza di far diventare protagonista del proceso riabilitativo la famiglia, all’interno di un intervento integrato che si fonda sul concetto dell’accoglienza.

I partecipanti alla tavola rotonda
I partecipanti alla tavola rotonda

Nella tavola rotonda si è anche discusso del ruolo delle cooperative e delle associazioni di volontariato. Hanno portato il loro contributo la segretaria generale delle Confcooperative, Romana Pugliese  (“La cooperazione sociale opera in tutti i settori e contribuisce in molti casi – ha detto – all’inserimento nel mondo del lavoro”) e la rappresentante dell’Associazione “Solarmente”, Donata Tabino (Bisogna impegnarsi per superare i pregiudizi e fornire servizi sempre più efficienti alle famiglie”).
A conclusione del convegno, abbiamo intervistato sui temi affrontati, il vice presidente dell’Ordine degli Psicologi della Basilicata, Giovanni Razza, al quale abbiamo chiesto quali novità si registrano in tema di riabilitazione, alla luce dell’esperienza maturata in Basilicata.

Tornando al film “Abbraccialo per me”, vi proponiamo il video clip che la Band tutta potentina “Freschi Lazzi e Spilli” (in arte Luca Cappelli, Federico Falasca, Alessandro Freschi, Gianmarco Giosa e Leonardo Giuzio) ha composto per il film, nel quale Gianmarco è tra i protagonisti.