Ritrovata la felpa di Michele Sansanelli. La morte del giovane rimane un giallo

    La felpa è stata trovata dal proprietario del terreno nel quale c'è il pozzo in cui il 18 gennaio scorso fu trovato nudo il cadavere di Sansanelli.

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    Diventa sempre più un giallo la morte di Giuseppe Sansanelli, il giovane originario di Sant’Arcangelo, scomparso il 23 dicembre scorso dopo essersi allontanato da casa per fare jiogging, e trovato morto il 18 gennaio scorso in un pozzo in contrada Sant’Elia, a pochi chilometri dal centro abitato. Era nudo.
    A scoprire il cadavere fu il proprietario del terreno, Alberto Titolo.
    Si ipotizzò il suicidio sebbene qualche perplessità sia sorta non foss’altro perchè, come dicevamo, era nudo. Non ci si spoglia per togliersi la vita.
    Altro elemento che rende la vicenda un vero e proprio giallo è il fatto che gli abiti non furono trovati nonostante la zona fosse stata battuta palmo a palmo.

    Carabinieri impegnati nelle ricerche di Sansanelli

    Solo dopo qualche giorno dal ritrovamento del cadavere, il proprietario del terreno trovò le scarpe di Sansanelli. Sempre il proprietario ieri l’altro ha rinvenuto nelle stessa zona la felpa del giovane, consegnata ai carabinieri della Compagnia di Senise che conducono le indagini.
    Ce n’è abbastanza per porsi più di qualche domanda su una vicenda che avrebbe fatto gola ad Agatha Christie.
    Se i vestiti di Sansanelli non furono trovati nonostante per giorni carabinieri e volontari li hanno cercati, come si spiega che all’improvviso vengono ritrovati prima le scarpe e poi la felpa? E sempre dalla stessa persona?
    Chi poteva avere interesse a farli sparire e poi a farli ritrovare?
    Certamente non è stato Sansanelli a nasconderli prima di decidere di suicidarsi, buttandosi nudo nel pozzo.
    Ce n’è abbastanza per gli investigatori che stanno conducendo le indagini in attesa di avere le risultanze dell’autopsia disposta dalla magistratura sul cadavere del giovane ed effettuata, su richiesta della magistratura, dall’anatomopatologo Adamo Maiese.
    Da quanto è dato sapere, da una prima ispezione cadaverica non risultarono segni di violenza.