A Potenza apre la “Mensa della Fraternità”

La mensa, che sarà aperta anche a persone sole e a studenti fuori sede, diverrà nella parrocchia di San Giuseppe Lavoratore del rione Lucania a Potenza il punto di riferimento degli ultimi e degli emarginati

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Foto di Tony Vece

La “ciliegina sulla torta” di un percorso di inclusione iniziato molti anni fa. Così hanno voluto definire la Mensa della Fraternità che dal 2 maggio prossimo sarà aperta nei locali della parrocchia di San Giuseppe Lavoratore, nel quartiere Lucania a Potenza.
A definirla tale sono stati don Peppino Nolè, parroco, il rappresentante della Fondazione “Madre Teresa di Calcutta”, Giuseppe Messina, il presidente del Comitato di Quartiere, Orazio Colangelo che hanno realizzato questo progetto insieme all’Associazione “Scuola di Musica Buccico”.

Don Peppino Nolè

Un percorso di inclusione che ha avuto in don Peppino Nolè, sin dalla sua nomina a parroco della parrocchia – parliamo di quanto il rione era indicato come un quartiere dormitorio, emarginato – la persona che ha fatto della solidarietà la sua ragion d’essere.
Intorno a questo progetto è riuscito a coinvolgere sempre più persone perché potessero trasferire in operatività il messaggio evangelico della fratellanza, del porgere la mano a chi ha bisogno.
La mensa, intitolata a Papa Francesco (anche questo ha un suo significato), sarà aperta alle fasce sociali con difficoltà economiche in numero sempre maggiore anche a Potenza.
I dati della Caritas sono allarmanti: nel capoluogo di regione, come in tutta la regione la povertà è in aumento nonostante i sussidi derivanti da leggi messi in campo da Governo centrale e regionale.
Sono sempre di più coloro i quali hanno bisogno di essere aiutati. Di un pasto caldo. Dirlo nel terzo millennio è un pugno nello stomaco. Scuote le coscienze. Impone a ciascuno di noi di non voltarsi dall’altra parte facendo finta che nulla accade. Bisogna che ognuno faccia la sua parte. Don Peppino è quanti collaboreranno con lui per gestire la “Mensa della Fraternità” ne sono consapevoli.

Foto di Tony Vece

La mensa che sarà aperta anche a persone sole, a studenti fuori sede (con un costo minimo) diverrà il punto di riferimento degli ultimi, degli emarginati da una società falsamente opulenta, nella quale ci si dimentica troppo spesso e troppo facilmente di chi chiede di essere aiutato.

Siamo convinti, conoscendo da lunghi anni don Peppino Nolè, che alla “Mensa della Fraternità” non si offrirà soltanto un pasto caldo. Chi si siederà a quei tavoli troverà un sorriso, una parola di conforto; si sentirà fratello dell’altro.

Foto di Tony Vece

Questo clima nella parrocchia di rione Lucania si è sempre respirato. Ecco perché, nel presentare la mensa, si è parlato della  “ciliegina sulla torta” di un percorso di inclusione iniziato molti anni fa. Un percorso che si è esteso anche fuori Italia.
Fa parte della storia di don Peppino Nolè con il quale abbiamo vissuto significative e toccanti esperienze quando, responsabile della Caritas diocesana, aveva avviato con la città di Girocastro in Albania un progetto che aveva coinvolto Regione, Provincia e Comune di Potenza.
Un progetto grazie al quale erano stati avviati rapporti con l’università di Girocastro, città nella quale, con il contributo di tanti volontari  e degli enti, si era riuscito a realizzare cose concrete che, come giornalista, abbiamo documentato.
Stranamente tutto si è fermato. Ma non nella parrocchia di rione Lucania dove l’inclusione, la solidarietà continuano ad essere “pane quotidiano”: Quel “pane” che da 2 maggio prossimo si offrirà a chi ha bisogno.