Parcheggi a pagamento a Potenza. Le criticità segnalate da una nostra lettrice

Secondo la nostra lettrice il provvedimento adottato sembra obiettivamente teso solo a rimpinguare le casse comunali, la cui situazione di deficit è nota a tutti, ed evidenzia assenza di programmazione, estemporaneità nell’azione amministrativa.

3426

Fa discutere la nuova regolamentazione dei parcheggi a pagamento a Potenza.
Sull’argomento ci ha scritto la signora Rosangela Restaino.

“Gent.le Sig. Nino Cutro,
allego alla presente una lettera aperta all’amministrazione comunale di Potenza circa le nuove disposizioni sui parcheggi la cui entrata in vigore, inizialmente prevista per lunedì 9 c.m., è stata in seguito rimandata a lunedì 16.
Mi auguro che, pubblicando questa lettera sul quotidiano online nonché nella sezione notizie del periodico “Potenza affari” da lei diretti, voglia far ascoltare al Sindaco nonché all’assessore al traffico della nostra città una voce credo rappresentativa non solo della protesta ma anche della partecipazione attiva dei cittadini in relazione a provvedimenti che incidono sulla loro vita quotidiana specialmente lavorativa.
Cordiali saluti
Sig.ra Rosangela Restaino”

Qui di seguito pubblichiamo la lettera che la signora Restaino ha inviato al sindaco di Potenza e all’assessore alla Mobilità che contatteremo per avere una risposta.

“Egr. Sig. Sindaco,
Egr. Assessore al traffico
Ho appreso dai colleghi e verificato di persona che da lunedì 16 c.m. mi sarà impossibile
posteggiare l’auto personale che utilizzo per andare a lavoro se non pagando almeno 4€ al giorno per la sosta in viale Dante e zone limitrofe e almeno 2€ in piazza Zara dato che il disco orario prevede rispettivamente 1 ora e 3 ore gratuite. Già questa è una palese
disparità di trattamento che colpisce in modo diseguale cittadini lavoratori che pure svolgono le medesime mansioni.
Infatti le suddette aree di parcheggio a pagamento sono utilizzate anche da insegnanti che espletano il loro servizio nella sede centrale e/o nella succursale di ben tre scuole: il Liceo classico, il Liceo delle scienze umane, l’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato.
A chi obiettasse che tali sedi scolastiche sono dotate di parcheggio interno rispondo
che esso, in considerazione delle esigenze di sicurezza e per lo svolgimento di attività
didattiche esterne, è inaccessibile agli insegnanti.
Quelli poi che, come la sottoscritta,
svolgono il proprio orario di servizio esclusivamente in Via Vespucci si sono visti prima
limitare il parcheggio dalle strisce blu e ora escluderlo del tutto dall’istituzione del disco
orario anche sulle strisce bianche. La succursale del Liceo delle scienze umane, nonché il
Liceo classico, essendo ubicati in un edificio storico della città, gravitano in una zona
centrale sede di importanti uffici e attività commerciali la cui fruibilità si pensa di favorire con la sosta a pagamento.
Il tutto mentre i servizi di mobilità alternativi all’auto privata 
presentano gravi carenze come le rampe dei vari impianti di scale mobili funzionanti solo in salita o il trasporto pubblico inadeguato nei mezzi e negli orari e per nulla integrato con il complessivo sistema della mobilità cittadina.
Il provvedimento adottato sembra obiettivamente teso solo a rimpinguare le casse
comunali la cui situazione di deficit è nota a tutti ma l’applicazione di questo e consimili
interventi evidenzia assenza di programmazione, estemporaneità nell’azione amministrativa e, francamente, anche risvolti tragicomici!
È noto infatti che la residenza in una via di pubblico traffico non autorizza a ritenerla di esclusiva proprietà. Invece con l’istituzione del disco orario nelle suddette zone si tutelano esclusivamente i residenti senza considerare le esigenze di chi non ha il luogo di lavoro propriamente sotto casa. Ma i residenti, a loro volta, non vanno a lavorare? La necessità di rinnovare ogni ora il parcheggio e, si badi bene, non per motivi legati allo shopping o a servizi espletabili in breve tempo, comporterebbe per la sottoscritta come per molti altri, la necessità di recarsi fisicamente presso il proprio veicolo più volte nella mattinata interrompendo la propria attività e mantenendo uno stato di continua allerta legato al passaggio dei controllori. In breve, se voglio lavorare, devo versare buona  parte del mio stipendio in parcheggio!
È lecito chiedersi anche quale utilizzo si faccia delle risorse così rastrellate. Se, come
è noto almeno per Via Vespucci, si tratta dell’ACTA, allora è pure lecito fare osservare il
penoso degrado delle strade e delle scalinate cittadine ove giacciono per giorni e giorni rifiuti di vario genere mescolati al fango, alle erbacce e ai rami spezzati dalle recenti nevicate che intasano regolarmente i tombini provocando ristagni fetidi in prossimità dei marciapiedi.
Senza considerare gli antiestetici nuovi contenitori sostitutivi dei cestini ove, esposti a ogni vento e, temo, a ogni animale di passaggio, i rifiuti palesano “allegramente” la loro natura differenziata…
Se questa riorganizzazione della sosta è finalizzata a costringere i cittadini lavoratori a
servirsi dei parcheggi convenzionati, allora è facile ribattere che anche in tal caso non è possibile destinare una buona parte del proprio stipendio al pagamento del parcheggio in assenza di un adeguato regime di convenzioni, esistenti, sembra, per categorie che, a
questo punto, devono essere considerate di privilegiati, e naturalmente per i loro parenti e amici. Gli insegnanti come me non sono previsti. Ovviamente il loro compito non è quello didattico-educativo bensì quello di andare in cerca di parcheggio pagando somme orarie spropositate!
Tanti altri rilievi critici potrebbero essere mossi a questo irrazionale piano parcheggi
in aggiunta all’amara consapevolezza che questo appello alla ragionevolezza potrebbe
cadere nel vuoto come del resto tante altre cose cadono a pezzi o giacciono in stato di
incuria e abbandono nella nostra città: ponti, strade, verde pubblico, illuminazione…  Ormai non si ritiene degno di risposta il cittadino che pure con il suo voto pensa di esercitare un diritto democratico e non di conferire privilegi e vitalizi a un ceto di personaggi che si considerano inamovibili ed esenti da giudizi o valutazioni.
Nonostante ciò, ho scritto mossa dalla speranza che qualcosa cambi e che la pubblica
amministrazione abbia a cuore il benessere globale dei cittadini.
Distinti saluti
Un’insegnante”