Federico Valicenti: vi racconto le aree interne

Una cosa certa è che - dice Valicenti - nelle aree interne il fermento esiste ma nessuno riesce a intercettarlo, catalogarlo, guidarlo, per un il semplice motivo che non lo percepiscono, non lo sanno.

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Una lettura, se vogliamo, conrocorrente della realtà delle aree interne della nostra regione, delle potenzialità delle stesse, spesso sconosciute. Di questo ci parla in questa nota Federico Valicenti, cibosofo, titolare del rinomato ristorante “La Luca Rossa” a Terranova del Pollino.  Valicenti soprattutto innamorato della sua terra, della sua storia, delle sue tradizioni. Ovviamente anche gastronomiche.

Federico Valicenti

Si parla e si sparla di tutto e di più. Una Regione allo sbando? Una Regione senza identità? Una Regione in balia degli umori giornalieri? Può essere, ed io di rimando provo a dire che non guarda con positività alle aree interne.
Una cosa certa è che nelle aree interne il fermento esiste ma nessuno riesce a intercettarlo, catalogarlo, guidarlo, per un il semplice motivo che non lo percepiscono, non lo sanno. Le aree interne sono abbandonate ad essere interne e basta, eppure si muovono, si organizzano per essere ascoltate, si propongono.
Ma Potenza e Matera sembrano due città accartocciate su se stesse, piene di problemi. Problemi che di sicuro non le hanno generato le aree interne! Accartocciandosi si allontanano sempre di più da quello che potrebbe trasformarsi anche in risoluzione dei loro problemi.
Se solo avessero il coraggio di guardare le aree interne come potenzialità espressive di una Regione custode del tempo, delle tradizioni, dei percorsi culturali avrebbero risolto la metà dei problemi in cui si sono imbrigliati.

Ultimamente è stato siglato un accordo tra nove comuni che fanno rete per inserire in un sistema di conoscenza e di promozione i Riti Arborei, per riprendere un circuito che fa della memoria degli uomini e della conoscenza del territorio un punto di forza, dove l’unione tra territorio e uomini diventa simbiosi, energia, cultura.
I Riti Arborei diventano eventi folcloristici quando vengono guardati con gli occhi di Potenza o Matera, ma se si trasformano in momenti di aggregazione, condivisione ed espressione culturale delle aree interne, diventano veicolo di promozione e conoscenza dei territori con effetti collaterali di imprevedibili sviluppi per le aree.
Le identità che vivono nelle aree interne possono agire perchè hanno dalla loro il tempo che altri non hanno, tempo da perdere che diventa straordinariamente positivo perché si inserisce nel concetto di slow life, di vita lenta come recupero di se stessi e del tempo che nessuno ha.
Ecco! le aree interne hanno tempo da perdere come valore, come principio, come vita. E Potenza e Matera dall’alto del tempo che non hanno più non riescono a vedere le cose vicine che potrebbero portare anche loro lontano, nel tempo”.