Eni e diritto di cronaca: la denuncia di Bolognetti

Una guardia giurata del servizio di sicurezza dell'Eni ha impedito a Maurizio Bolognetti di svolgere il proprio lavoro di giornalista sebbene egli si trovasse su suolo pubblico, in una zona nella quale non era vietato sostare.

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Il diritto di cronaca è un diritto sacrosanto. Nessuno lo può impedire direttamente o per interposte persone.
Quella che vi proponiamo è la storia di un caso di violazione di questo diritto ai danni di un giornalista: Maurizio Bolognetti che da anni porta avanti una battaglia in difesa dell’ambiente e della salute.
A Maurizio Bolognetti, segretario dei Radicali Lucani, è stato impedito di filmare in luogo pubblico quanto sta accadendo in Val d’Agri dopo lo sversamento di tonnellate di greggio da un serbatoio del Cova.

“Se non ci trovassimo in Val d’Agri, se non fossimo a Viggiano, la scena che state per guardare – scrive Bolognetti – potrebbe essere definita surreale. Quella stessa Eni che ha sversato oltre 400 t. di greggio nell’area industriale di Viggiano, a pochi metri in linea d’aria da torrenti, dall’Agri e dalla diga del Pertusillo, continua ad intralciare il diritto di cronaca.
Ascoltate e commentate”.

Cosa dire? Cosa commentare? Nell’esprimere piena solidarietà a Maurizio Bolognetti, non possiamo non condannare quanto accaduto sebbene ci rendiamo conto che la guardia giurata ha impedito che il collega potesse svolgere il proprio lavoro perchè questi sono gli ordini impartitigli dall’Eni. E’ l’aspetto grave della vicenda sulla quale è il caso che intervenga l’Ordine dei Giornalisti.