Il Dipartimento di Reumatologia della Regione Basilicata si riconferma un centro all’avanguardia per diagnosi, cura e ricerca delle malattie reumatiche, affermandosi sempre più come punto di riferimento regionale e nazionale. Con le sue strutture dislocate sul territorio regionale (Ospedale San Carlo di Potenza e Ospedale Madonna delle Grazie di Matera) rappresenta un esempio di eccellenza dell’assistenza sanitaria di pazienti lucani ed extra-regione. Se ne è parlato oggi in occasione dell’incontro annuale di presentazione del Rapporto “La Reumatologia in Basilicata: report 2017 e obiettivi 2018”, svoltosi a Potenza, grazie al contributo incondizionato di Roche Spa.

Sul totale delle prestazioni ambulatoriali effettuate nel 2017 dal Dipartimento di Reumatologia (oltre 18.700), il 69% ha riguardato pazienti della Basilicata ed il 32% pazienti provenienti da altre regioni, in particolare Campania, Calabria e Puglia, ma anche Sicilia, Lazio e Abruzzo.

Il dato extraregionale cresce fino al 56% se si considerano i pazienti ricoverati in regime ordinario (320 nel 2017), principalmente per patologie complesse quali connettiviti e vasculiti. I pazienti ricoverati in Day Hospital, invece, sono stati 100 ed hanno riguardato nel 69% dei casi pazienti con sclerosi sistemica.

Il nostro dipartimento, fondato dal compianto Prof. Ignazio Olivieri, sta lavorando da anni, affiancando alla qualità professionale dei nostri specialisti un’assistenza vicina al paziente e ai suoi bisogni, per diventare un polo interregionale di riferimento in tutto il Sud Italia – dichiara il Commissario dell’ AOR San Carlo, Dottor Rocco Maglietta La reumatologia lucana fa scuola da diversi anni e continuerà a farla. La presentazione annuale del report con cui il Dipartimento di Reumatologia comunica le proprie attività – continua Maglietta – è infatti simbolo della volontà di trasparenza con cui intendiamo informare i cittadini in merito alle modalità con le quali vengono investiti e utilizzati i soldi pubblici, ma anche il riflesso della nostra determinazione a migliorare continuamente i servizi al cittadino, definendo obiettivi e proponendo soluzioni”.

Il Dipartimento di Reumatologia non si occupa solo di diagnosi e trattamento, ma è anche un esempio di eccellenza nel campo della ricerca, tanto da posizionarsi ai primi posti nella graduatoria nazionale, sebbene la produzione scientifica non sia un requisito richiesto alle strutture ospedaliere e l’attività non preveda alcun incentivo economico e professionale per gli specialisti che la portano avanti.

“Per la nostra struttura la ricerca è fondamentale – ha commentato la Dottoressa Angela Padula, Direttore f.f. del Dipartimento di Reumatologia della Regione Basilicata – È infatti ampiamente dimostrato che le migliori performance qualitative nell’assistenza quotidiana vengano ottenute da specialisti impegnati anche nelle attività di ricerca, se non altro perché questo li porta a confrontarsi con i migliori colleghi a livello internazionale e ad essere costantemente aggiornati sui progressi scientifici”. 

“La ricerca e l’assistenza clinica vanno considerate come due facce della stessa medaglia: la ricerca d’eccellenza si traduce in cure d’avanguardia e migliore utilizzo delle sempre più limitate risorse del Servizio Sanitario per il massimo vantaggio di tutti”, ha concluso la dottoressa Padula.

L’impegno degli specialisti ha portato nel corso del 2017 alla pubblicazione di 19 articoli su riviste scientifiche internazionali con Impact Factor. Inoltre, sono stati ben 70 gli eventi formativi di interesse locale, nazionale ed internazionale a cui i membri del Dipartimento hanno partecipato in qualità di relatori.

Possiamo dirci sicuramente soddisfatti dei risultati ottenuti in termini di ricerca nel 2017 e le attività in corso sono ancora più incoraggianti. Solo nel primo trimestre del 2018 sono già stati pubblicati 9 articoli e l’obiettivo che ci poniamo è di raggiungere quota 30 entro fine anno – ha concluso il Dott. Salvatore D’Angelo, Dirigente Medico U.O. Reumatologia AOR San Carlo – Per quanto riguarda l’assistenza invece, nell’ottica di un continuo e costante miglioramento, stiamo valutando la possibilità di  implementare la rete territoriale con l’attivazione di ambulatori distrettuali per favorire una maggiore integrazione ospedale-territorio e aumentare la disponibilità di accesso alle visite specialistiche”.