Tanto tuonò che piovve

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Neanche Mario Polese, segretario regionale del PD di Basilicata, probabilmente si attendeva che Carmen Celi, assessore al Comune di Potenza, decidesse di rimanere al suo posto, disattendendo quanto deciso all’unanimità dalla direzione del partito di ritirare i propri rappresentanti dall’esecutivo De Luca.
Quello che sicuramente Polese non si aspettava sono i toni duri con i quali Celi ha ufficializzato la decisione di non dimettersi. L’assessora, infatti, è stata molto polemica nei confronti del Partito Democratico dal quale si è autosospesa a tempo indeterminato, accusando i vertici regionali di “mobbing politico”. E aggiunge la Celi: “Il PD ha venduto la mia testa sull’altare di Santarsiero”.
Che la questione Potenza fosse da tempo all’attenzione della segreteria regionale del PD è risaputo. Non a caso, all’atto del suo insediamento, Polese assunse l’impegno – anche perché sollecitato da più parti – di affrontarla.
Lo si è fatto all’indomani della sconfitta elettorale che qualcuno ritiene causata anche dalla “imbarazzante” situazione politica al Comune di Potenza. Non sappiamo fino a che punto questo abbia potuto determinarla, considerando che coloro i quali hanno voltato le spalle al partito, si sono confrontati più sui problemi quotidiani che sulla vicenda politica al Palazzo di Città. Ma ammesso che questo sia vero, si è giunti in ritardo ad affrontarla. A questo si aggiunge ora il “caso Celli” che si offre a due ipotesi: o l’assessore si dimette – cosa che riteniamo difficile – o il Pd è costretto ad espellerla.
Se l’intenzione di qualche componente all’interno del PD è quella di creare una crisi politica al Comune di Potenza e semmai andare alle elezioni anticipate, riteniamo che sia un tantino irresponsabile e soprattutto inopportuna nella situazione politica creatasi all’indomani del 4 marzo. Non crediamo che si arriverà a questo anche perché il sindaco De Luca è l’ultima cosa che farebbe. Ma il problema all’interno del PD rimane.
Vedremo come si concluderà questa vicenda.
Intanto il PD è chiamato in causa anche dal Comune di Matera. Lo ha fatto l’assessore al Turismo Adriana Poli Bortone nell’ufficializzare la sua decisione di dimettersi dall’incarico. “Sono venute meno le condizioni per continuare ad operare nell’interesse della città e per portare avanti i programmi. Posso dire solo – ha precisato l’assessora materana incontrando i giornalisti – che era pronta dal 14 febbraio ma Adduce (capo gruppo del PD in consiglio comunale) ha chiesto di rivederli. Sono passati oltre trenta giorni e non è accaduto nulla”. E ha aggiunto: “Io se fossi stato il sindaco, in questa situazione, mi sarei dimessa perché non si può guidare una maggioranza diversa da quella uscita dalle elezioni. Mi auguro che, in uno scatto di dignità, possa reagire e non si faccia sottomettere da chi ha perso le elezioni e ora pensa di vincere con la violenza”.
Come dire: si parla a nuora che suocera (PD) intenda.