Allarme della DDA Nazionale: consolidati rapporti in Basilicata tra malavitosi locali e clan di altre regioni

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Fu l’operazione denominata “Ndrangames” condotta dai carabinieri del comando provinciale di Potenza in varie regioni d’Italia che portò a marzo dello scorso anno all’arresto di 19 persone e al sequestro di macchine da gioco e videoslot in circa 200 esercizi pubblici in varie regioni d’italia  a confermare il collegamento tra il clan Martorano-Stefanutti di Potenza e la cosca Grande Aracri di Cutro, in provincia di Crotone.

Il procuratore della DDA di Potenza, Luigi Gay illustra i risultati dell’operazione “’Ndragames”,

All’operazione che smantellò un sodalizio ben radicato nella provincia di Potenza per la gestione del gioco d’azzardo fa riferimento nella sua relazione relativa al primo semestre 2017 la Direzione Nazionale Antimafia nell’illustrare la situazione della criminalità in Basilicata.

La relazione della DDA nazionale

La mappatura geo-criminale della provincia di Potenza vede attivi, nella zona di Pignola e Potenza, il gruppo RIVIEZZI, nei comprensori di Rionero in Vulture e Venosa, i sodalizi ZARRA (ex MOLLICA) e MARTUCCI e nel potentino, il gruppo MARTORANO-STEFANUTTI. Proprio quest’ultimo clan, come si diceva,  è stato al centro dell’importante azione investigativa conclusa nel semestre dall’Arma dei Carabinieri, denominata “Ndragames”, già richiamata nel capitolo dedicato alla criminalità organizzata calabrese.
Le investigazioni, dirette dalla Procura della Repubblica di Potenza, hanno confermato come un sodalizio composto da 19 soggetti fosse dedito all’attività di noleggio, servizi e manutenzione di macchine per l’esercizio dell’attività di gioco illegale, di fatto resa possibile mediante il collegamento, attraverso piattaforme informatiche – anche transnazionali – a siti specializzati non autorizzati. Gli indagati avvalendosi del metodo mafioso, avevano di fatto agevolato la cosca GRANDE ARACRI della ‘ndrangheta e del menzionato clan MARTORANO-STEFANUTTI nell’illecita raccolta delle scommesse on line.

Proseguendo nella mappatura, nell’area del “Vulture-Melfese” (comprendente i comuni di Melfi, Rionero in Vulture e Rapolla), più attigua alla provincia di Foggia, persistono i clan DI MURO-CAPRARELLA (già DI MURO-DELLI GATTI) e CASSOTTA, dediti alle estorsioni, alla ricettazione, al riciclaggio e a reati connessi agli stupefacenti.
A questi si affiancano i gruppi GAUDIOSI e BARBETTA, dediti al traffico ed allo spaccio di stupefacenti.

Provincia di Matera Nell’area Jonico-Metapontina, sebbene in diminuzione rispetto al passato, si registrano ancora episodi di danneggiamento, alcuni dei quali ascrivibili a possibili tentativi di sottoporre ad attività estorsive il territorio.

Anche la Provincia di Matera, al pari di quella di Potenza, continua ad essere segnata dai furti di rame e di beni mobili in danno di aziende agricole, di società e di attività commerciali. Per quanto attiene al contrasto al gioco d’azzardo e illegale, si segnala l’operazione denominata “Scala reale”, conclusa nel mese di febbraio dalla Polizia di Stato, con l’arresto a Matera di due soggetti, ritenuti responsabili dei reati di corruzione, concussione ed induzione, tramite minaccia, al noleggio e all’installazione di apparecchiature da gioco elettroniche.
Nell’area litoranea jonica compresa tra Policoro e Metaponto, gli storici clan SCARCIA e MITIDIERI-LOPATRIELLO, pur parcellizzati ed in larga parte disarticolati, rimangono comunque attivi nello spaccio di stupefacenti, nella ricettazione e nelle estorsioni. A tali clan si affiancano le aggregazioni SCHETTINO-PUCE-LO FRANCO e RUSSO-VENA, attive soprattutto nel settore degli stupefacenti.