Carceri. Il caso Potenza conferma che non si rispetta la Costituzione, dice Bolognetti

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Quanto sta avvenendo nel carcere di Potenza, l’illegalità di parte della struttura, denunciata dal corpo degli agenti di Polizia penitenziaria, dimostra, ove mai ce ne fosse stato bisogno, che le nostre carceri non rispettano il dettato costituzionale e quanto esse siano assurte da tempo a luoghi di tortura per l’intera comunità penitenziaria, detenuti e Agenti di polizia in primis. Luoghi di tortura senza torturatori, così le avrebbe definite Marco Pannella, e le sue parole risuonano, oggi più di ieri, come monito.

E’ quanto sostiene Maurizio Bolognetti, segretario regionale dei Radicali Lucani, capolista al Senato per Insieme(proporzionale/Basilicata), secondo il quale “il caso Potenza, che assurge ad emblema del complessivo caso Italia, dovrebbe far riflettere tutti noi. Uomini e donne, che lavorano con spirito di abnegazione, messi nell’impossibilità di rispettare quella Costituzione a cui hanno giurato fedeltà; carceri dove non vive il rispetto del dettato costituzionale.

Maurizio Bolognetti

A giugno scorso il nostro Parlamento – prosegue Bolognetti – ha approvato in via definitiva la legge delega di riforma dell’Ordinamento penitenziario; a distanza di 8 mesi non è stato ancora completato l’iter che dovrebbe portare alla piena attuazione di quella che è ormai legge dello Stato. Attraverso l’iniziativa nonviolenta in corso, chiediamo, con Rita Bernardini e l’intera comunità penitenziaria, che Governo e Commissioni competenti portino a termine, con “l’approvazione definitiva prima delle elezioni politiche del 4 marzo, l’iter dei Decreti Legislativi di riforma dell’Ordinamento penitenziario e che completino la riforma stessa con i decreti attuativi mancati, in particolare quelli riguardanti affettività e lavoro”.

Più in generale, verrebbe da aggiungere – conclude il segretario regionale dei Radicali Lucani – che in questo nostro Paese occorre ripristinare il rispetto della Legge, della Costituzione, delle Convenzioni a tutela dei diritti umani. Vale non solo per il fronte giustizia-carceri, ma anche sul fronte della tutela ambientale, del lavoro e del sacrosanto diritto di tutti e di ciascuno a poter conoscere per deliberare.

Intanto, Bolognetti prosegue lo sciopero della fame iniziato il 26 gennaio scorso per sollecitare la definitiva approvazione dei decreti delegati di riforma dell’Ordinamento Penitenziario che deve necessariamente avvenire prima del 4 marzo, giorno del voto per le elezioni politiche.
“Il mio Satyagraha – dice a riguardo – prosegue e prosegue anche nel ricordo di una frase dell’antitotalitario Ernesto Rossi:  “l’Italia non potrà essere diversa se non siamo noi capaci di volerla diversa. E volere è agire”. Insieme si può”.