Non è stata indolore la scelta dei candidati  per le politiche 2018

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All’indomani della presentazione delle liste per le elezioni politiche di marzo non sono mancate le polemiche che buttano benzina sul fuoco in un clima niente affatto sereno.
Qualche sentore si era già avuto nei giorni che hanno preceduto le riunioni dei partiti impegnati a far quadrare i cerchio. La conferma subito dopo l’ufficializzazione dei candidati.
I problemi maggiori sono emersi nei partiti più rappresentativi nel momento in cui qualche suo rappresentante è rimasto al palo nel gioco di equilibri che spesso diventano incomprensibili ai non addetti ai lavori.
Il gesto più eclatante in Forza Italia con le dimissioni della coordinatrice vicaria, Dina Sileo, che non risparmia invettive nei confronti di chi ha dovuto scegliere i propri candidati, sebbene abbia chiarito di non aver avuto aspirazioni a candidarsi.
Sileo parla di “mercato delle vacche” e si chiede “Quale Basilicata viene fuori?”  allargando la sua analisi sial al suo partito che al centro sinistra. Ma si comprende che le “doglianze” si riferiscono soprattutto al modo con il quale il commissario regionale di Forza Italia, Giuseppe Moles, ha fatto le scelte.
“Il progetto di ricostruire un progetto serio di persone credibili – sostiene Sileo – è miseramente fallito e alla lunga si è rilevata un’operazione tesa a rifarsi la verginità con la faccia delle persone serie”.
Se Atene piange Sparta non ride. Malumori anche in casa Pd sebbene il segretario regionale Mario Polese si è dichiarato soddisfatto per le scelte fatte.
Non la pensa allo stesso modo il grande escluso, Piero Lacorazza, dell’area Emiliano, il quale lascia intendere chiaramente che sarebbe stato “punito” per il suo no al referendum e per le sue battaglie ambientaliste. Sull’esclusione di Lacorazza si era creato un piccolo giallo perché sembrava che fosse stato proprio Emiliano a tenerlo fuori dalla competizione elettorale. Ma il presidente della Regione Puglia si è subito preoccupato di chiarire che così non è stato. Anzi, parla di “errore del Pd lucano nazionale” il non aver candidato Lacorazza. ”L’assenza di Lacorazza – aggiunge Emiliano – è l’ennesima dimostrazione del mancato governo del pluralismo nel Partito Democratico di Basilicata”.
Uno strappo che potrebbe avere ripercussioni nella già difficile competizione elettorale? Tra scissioni varie, il Pd e più in generale la sinistra, hanno già dimostrato di essere molto bravi a dilaniarsi per perdere.
Non crediamo che Lacorazza voglia fare questo. Anzi le sue responsabili dichiarazioni all’indomani della presentazione delle liste lascia pensare a ben altro.    pre
Qualche velata polemica mista a sorpresa per quanto riguarda la presenza nelle liste del Pd di Francesca Barra nel collegio Matera-Melfi alla Camera e di Guido Viceconte in quello di Potenza-Lauria (Viceconte, precisiamo, è candidato con la lista “Insieme” della Lorenzin che ha fatto l’accodo con il Pd).
La prima espressione della società civile, termine spesso ricorrente in questo periodo, si è dichiarata orgogliosa di essere stata candidate e rappresentare la sua regione.
Diverso il discorso per Viceconte perché politico di lungo corso ma che ha sempre militato nella destra. Oggi si ritrova nella coalizione per quanto detto sopra.
Se di sorprese dobbiamo parlare, non possiamo non far riferimento alla candidatura per il M5S del presidente  del Potenza Calcio, Salvare Caiata. Un “terzo incomodo”, come già qualcuno lo definisce, nella corsa a Montecitorio.

Intanto, la lista “L’Italia agli Italiani” è stata esclusa momentaneamente dalla partecipazione alle elezioni. Motivi formali alla base della decisione della Commissione Elettorale che ha concluso la verifica delle liste presentate.
I delegati avranno 48 ore di tempo, dalla notifica del provvedimento, per presentare ricorso.