Dal 1 gennaio rischio chiusura per i Servizi Sociali Comunali

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Picture of smiling nurse assisting senior man

“I Servizi Sociali Comunali, ormai in funzione con operatori professionali e specializzati (Psicologi e Assistenti Sociali) dal 2000 con il Piano Socio-Assistenziale Regionale del triennio 2000-2003, devono chiudere. Ci si è accorti che le modalità contrattuali in vigore da 17 anni non possono essere riproposte e il Decreto Madia per la stabilizzazione dei precari non da soluzioni percorribili (secondo alcuni) per questi lavoratori a partita IVA libero professionisti”.

Lo riporta in una lettera la dott.ssa Faustina Mangone, Psicologa – Psicoterapeuta, che ha lavorato per anni in molti Comuni della Basilicata.

“Noi operatori – continua la dottoressa Mangone – assistiamo increduli ad un rimpallo di responsabilità tra Regione e Comuni. Da un lato la Regione con il Piano Socio-Assistenziale Regionale del 2000 ha fornito a tutti i Comuni della Basilicata il 50% delle risorse economiche come dotazione minima per il funzionamento dei Servizi e dall’altra i Comuni con il loro 50% di compartecipazione, non sono in grado oggi di dare continuità al funzionamento del Servizio Sociale Comunale, che pure negli ultimi tempi si occupa tra l’altro proprio di misure di INCLUSIONE SOCIALE. Di fronte alle evidenti difficoltà e disagio a cui saranno esposti i cittadini più vulnerabili fruitori dei nostri Servizi, è innegabile il danno per circa 150 operatori che si sono formati in questo settore e che hanno continuato, a torto o a ragione, ad accettare le modalità contrattuali che, se anche con proroghe e rinnovi e saltuari Avvisi Pubblici si delineano nella realtà come collaborazioni di alta professionalità senza discontinuità e interruzioni, oltre che avere garantito l’apertura dei servizi con orari e modalità attribuibili al lavoro subordinato. Di fronte a questa situazione, evitando qualsiasi inutile e dispersiva analisi per cercare colpe e responsabilità, che in questo momento non aiuterebbero nessuno, urge trovare una soluzione considerando che nella Regione Basilicata si è realizzata una interessante sperimentazione nei servizi sociali comunali: la presenza anche della figura dello Psicologo, (esperienza unica nel panorama regionale italiano). Nei servizi, in ogni Comune, fin dal primo accesso è stata fornita la possibilità di una consulenza e presa in carico anche psicologica oltre che di natura sociale ed economica in linea con i principi ispiratori del nuovo Piano sociosanitario tesi a garantire un universale benessere psico-fisico della persona”.

“Intanto – conclude – in attesa di una soluzione percorribile che dia continuità anche alle scelte di politica sociale e sanitaria che questa Regione, con passione e serietà, sta perseguendo, si segnala che i nostri contratti non saranno più in vigore dal 1° gennaio 2018”.