Riordino dei consorzi industriali, approvata legge

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Accelerare il processo di riordino dei Consorzi industriali in attesa della definizione di una nuova governance delle aree industriali, così come stabilito dall’art. 21 della legge regionale n. 18/2017. E’ lo scopo del disegno di legge della Giunta sulle “Disposizioni in materia di Consorzi per lo sviluppo industriale” approvato in serata a maggioranza (con 11 voti favorevoli di Pd, Cd, Psi, Udc, Pp e Pace del Gm, 4 voti contrari di M5s, Lb-Fdi e Pdl-Fi e 1 astensione di Romaniello del Gm) dal Consiglio regionale.

L’urgenza delle misure previste “è tanto più stringente – si legge nella relazione al provvedimento – in quanto aggravata dalla circostanza delle recenti dimissioni dell’Amministratore unico del Consorzio di Potenza e dalla necessità di garantire l’operatività dei servizi essenziali forniti dall’ente consortile (erogazione acqua potabile, depurazione acque e fanghi, trattamento rifiuti liquidi speciali, manutenzione di strade, impianti illuminazione ed aree verdi)”.

Il disegno di legge prevede che “in caso di dimissioni o decadenza dell’amministratore unico”, in deroga alla normativa vigente (che prevede la nomina di un nuovo amministratore) si proceda alla nomina di un commissario straordinario, che dovrà guidare l’Ente fino all’insediamento degli organi previsti dalla riforma della governance. La Regione assumerà direttamente gli oneri per la gestione dei servizi essenziali, stanziando 787.000 euro per il 2017 (reperiti con una variazione di bilancio dai capitoli relativi ai servizi istituzionali, allo sviluppo sostenibile, allo sviluppo economico e all’agricoltura) e 1.732.000 euro per il 2018, oltre a 800.000 euro per lo smaltimento dei fanghi rivenienti dal trattamento di reflui industriali. Parte di questi fondi (500 mila euro) vengono reperiti sull’esercizio finanziario 2018 con una variazione di bilancio dal capitolo relativo al fondo sanitario per i servizi extra Lea, ma un ordine del giorno proposto da Pace e Robortella, approvato all’unanimità dall’Aula, impegna il governo regionale “a voler rimodulare le previsioni del 2018 al fine di ricercare i nuovi stanziamenti in altri capitoli di bilancio”.

Con un emendamento proposto dal presidente Mollica a seguito dell’ordine del giorno approvato in mattinata dalle Commissioni su proposta di Romaniello, nel quale veniva chiesto alla Giunta di individuare risorse aggiuntive per garantire le spettanze a tutti i lavoratori, oltre a quelle necessarie per lo svolgimento delle normali attività dell’Ente, vengono stanziati ulteriori 700 mila euro per garantire il funzionamento del Consorzio per lo sviluppo industriale di Potenza (reperiti con una variazione di bilancio dai capitoli relativi ai servizi istituzionali, all’istruzione e diritto allo studio, ai beni e attività culturali).

Nel dibattito che ha preceduto il voto sono intervenuti i consiglieri Romaniello e Pace (Gm), Bochicchio (Psi), Lacorazza (Pd), Leggieri e Perrino (M5s), Rosa (Lb-Fdi), Napoli (Pdl-Fi) e l’assessore alle Politiche di sviluppo Cifarelli.

In precedenza l’Assemblea ha approvato a maggioranza (con 13 voti favorevoli di Pd, Cd, Psi, Udc, Pdl-Fi, Lb-Fdi, Pp e Pace del Gm, 2 voti contrari del M5s e 1 astensione di Romaniello del Gm) il “Rendiconto della gestione del Bilancio del Consiglio regionale riferito all’esercizio finanziario 2016”, che si compone del rendiconto finanziario, dello stato patrimoniale e del conto economico. Il risultato di amministrazione per il 2016 è pari a 3,47 milioni di euro, in diminuzione rispetto al 2015 (5,96 milioni di euro). La quota vincolata, che deriva dai trasferimenti dell’Agcom per le attività delegate al Corecom Basilicata, è pari a circa 227 mila euro, mentre la quota libera dell’avanzo di amministrazione, pari a 3,25 milioni di euro (nel 2015 era di 5,81milioni di euro), sarà riversata alla Giunta regionale in base a quanto stabilito dall’art. 60 della legge regionale n. 34/2001. Il bilancio 2016 del Consiglio regionale prevedeva entrate ed uscite per complessivi 28,7 milioni di euro, portati a 30,7 milioni di euro in sede di assestamento.