Mercimonio di loculi al cimitero di Potenza, tre persone arrestate altre 19 indagate

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Tre persone sono state arrestate dalla Squadra Mobile di Potenza per marcimonio di loculi al cimitero del capoluogo di regione. Altre 19 sono indagate.
Le persone raggiunte da provvedimenti restrittivi emessi dal Gip del Tribunale di Potenza sono Vito Vaccaro, ex custode del cimitero (in carcere), Nicola Tammone, ex dirigente del Comune in pensione, e Vito Claps, dipendente di una ditta che effettua lavori nel cimitero. Questi ultimi due sono ai domiciliari.
Devono rispondere a vario titolo di induzione indebita a dare o promettere denaro, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale, abuso d’ufficio, peculato, corruzione, violazione dei sistemi informatici del Comune.
Le indagini della Squadra Mobile di Potenza, coordinate dalla Procura della Repubblica, ha accertato che almeno in una decina di casi, verificatisi tra maggio e luglio scorsi, persone che avevano bisogno di un loculo si sarebbero rivolte a Vaccaro, il quale si offriva di risolvere il problema, facendo contattare il venditore. Vaccaro, dietro compenso di cinquemila euro, provvedeva anche a tutte le pratiche burocratiche.
Questo sarebbe avvenuto anche dopo le due sanatorie comunali fatte proprio allo scopo di arginare l’illegale ma diffuso fenomeno di compravendita dei loculi.

I particolari delle indagini sono state illustrate dal Procuratore Capo della Repubblica, facente funzioni, Francesco Basentini, presenti il P.M. Veronica Calcagno, titolare dell’inchiesta, il Questore della Provincia di Potenza, Alfredo Anzalone, il Dirigente della Squadra Mobile della Questura di Potenza, fGiuseppe Pontecorvo (nella foto).

Gli investigatori hanno verificato che per dimostrare che le vendite erano state effettuate prima delle sanatorie sono stati falsificati atti e firme, trasferendo anche marche da bollo sui documenti. Sempre su provvedimento del Gilp, a Vaccaro sono stati sequestrati beni e quote per oltre 32mila euro, che sarebbero frutto della sua attività illecita di mediazione nelle vendite. Come dicevamo nell’indagine sono coinvolte altre 19 persone e non si escludo ulteriori sviluppi.

Vivissimo apprezzamento viene espresso dal Prefetto di Potenza, Giovanna Cagliostro, per il risultato delle attività svolte in perfetta sinergia tra Autorità Giudiziaria e Questura, che ha consentito di perseguire attività illecite” in un ambito particolarmente “sensibile”, quale quello della gestione cimiteriale, che deve essere invece caratterizzato – afferma in una nota il Prefetto – da imparzialità e trasparenza, a tutela della legalità e conseguentemente degli stessi cittadini. L’auspicio – conclude il Prefetto di Potenza – è che tale operazione possa contribuire ad accrescere la fiducia dei cittadini nei confronti delle Istituzioni preposte alla tutela della legalità e della sicurezza.