Nuovo ospedale di Lagonegro, nessun danno per la Regione

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La Regione Basilicata non ha subito nessun danno dalla mancata realizzazione, in contrada Castagneto di Lagonegro, del nuovo ospedale.
E’ quanto si afferma in una nota, con la quale si precisa che la Regione ha risolto con richiesta di risarcimento danni il contratto con la S.O.L. Spa, società concessionaria della costruzione e gestione dell’Ospedale Unico per acuti di Lagonegro, perché quest’ultima non ha rispettato le clausole contrattuali chiedendo ulteriori risorse finanziarie non riconoscibili per legge. Sulla vicenda è in atto un contenzioso tra le parti per il quale, al momento, non è stata pronunciata sentenza.
Pertanto le dichiarazioni su presunti danni a carico della Regione sono false e tendenziose, oltre che chiaramente strumentali. Tra l’altro, è bene precisare – prosegue la nota – che le somme anticipate dalla Regione sono ampiamente coperte da polizza fideiussoria a carico della concessionaria per un importo di oltre otto milioni di euro.

Nel pieno rispetto dei tempi fissati per legge, la Regione ha restituito, la settimana scorsa, ai legittimi proprietari i terreni espropriati, notificando agli stessi una determina dirigenziale regionale con la quale veniva comunicato l’importo dell’indennità di occupazione riconosciuta per 5 anni, a partire dal 2012 anche per le famiglie che effettivamente hanno lasciato i fabbricati solo due anni fa (27/03/2015).
L’ammontare complessivo delle indennità è di 378 mila euro. Molte delle cose affermate in questi giorni dai proprietari dei suoli e dei terreni non trovano riscontri documentali e normativi. In questi anni la Regione non ha mai avuto accesso agli immobili occupati. Le chiavi infatti sono rimaste depositate presso il Comune di Lagonegro dalla data di effettiva occupazione (27/03/2015). I quattro fabbricati non hanno assolutamente subito danni strutturali, come invece dichiarato, mentre i problemi di umidità (perché di questo si tratta) rilevati nei fabbricati sono determinati dall’inutilizzo degli stessi da due anni e mezzo a questa parte.
Non accettare le indennità erogate e richiedere cifre maggiori per diversa valutazione dei terreni o per presunti danni appare pertanto – conclude la nota della Regione – un tentativo di strumentalizzazione della vicenda, finalizzato ad ottenere cifre non spettanti.