Cala la produzione alla Fca di Melfi, preoccupata la Cisl

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La Fim Cisl nazionale ha diffuso oggi i dati sulla produzione negli stabilimenti italiani di Fca nel 3° trimestre 2017. Il report – si legge in una nota della Fim Cisl Basilicata –  evidenzia una flessione della produzione nello stabilimento di Melfi di circa il 15% rispetto allo stesso periodo del 2016. Lo stabilimento lucano ha prodotto complessivamente nei primi nove mesi 246.150 vetture. Le produzioni di Jeep Renegade e 500X hanno raggiunto quota di 203.500 (-14,6%). In flessione anche nel 2017 la Punto con 42.650 vetture prodotte (-17,0%).

Il segretario nazionale Ferdinando Uliano ha ribadito che “è indispensabile per i lavoratori impegnati sulla Punto individuare una soluzione produttiva. L’obiettivo della piena occupazione per Melfi significa dare una prospettiva certa ai lavoratori attualmente impegnati su questa linea di produzione con un altro modello”.

Per il segretario della Fim Cisl Basilicata, Gerardo Evangelista, “i dati, anche se vedono un segno più rispetto al 2016, impongono l’esigenza di conoscere quanto prima i dettagli del piano industriale 2018-2020 che interessa tutti gli stabilimenti, da Melfi a Mirafiori, da Cassino a Pomigliano.

Per quanto riguarda Melfi i dati confermano gli interrogativi che aleggiano sullo stabilimento alle prese con il nuovo ciclo di cassa integrazione. È necessario che il prossimo piano industriale assicuri certezze sull’erede della Punto.
Serve una nuova auto a maggior valore aggiunto per arrivare alla piena occupazione e per dare prospettive certe ai lavoratori di Melfi, consapevoli che bisogna ricercare all’interno di un equilibrio produttivo nazionale la saturazione di tutti gli stabilimenti Italiani.
È importante continuare a investire sul fattore umano attraverso il miglioramento continuo delle competenze dei lavoratori con l’obiettivo di arrivare a costruire la cosiddetta fabbrica intelligente, non solo pensando alle nuove tecnologie ma anche ai lavoratori, attraverso la formazione continua e il coinvolgimento individuale e collettivo al fine di portare il lavoratore a vivere la fabbrica e non a subirla”.