E’ “guerra” tra Basilicata e Puglia per il petrolio di Tempa Rossa

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Scoppia il caso. La Puglia non vuole accettare il greggio che sarà estratto dalla Total nell’impianto di Tempa Rossa e la multinazionale ipotizza di trasferirlo con autocisterne negli impianti di Roma o a Falconara.
Cosa questo possa significare  in tema di impatto ambientale è presto detto, considerando che giornalmente da Tempa Rossa partirebbero 170 autocisterne.

La questione è all’attenzione della Regione Basilicata. L’assessore all’ambiente Francesco Pietrantuono spera che si possa trovare un’intesa considerando che il petrolio – ha dichiarato al microfono della collega Roberta Di Matteo della Tgr Basilicata – è una questione nazionale e, pur considerando i problemi della raffineria di Taranto, sarebbe impensabile trasferire in altre sedi il greggio su strada e non con oleodotto.
Una riunione è in programma al Ministero dello Sviluppo Economico nella speranza che si possa trovare un’intesa tra le due regioni e consentire che il greggio possa giungere nella raffineria di Taranto nel modo più veloce e con minor impatto ambientale.

Un altro problema che preoccupa la Total sono i tempi. L’adeguamento degli impianti di Roma che dovrebbero stoccare il greggio di Tempa Rossa potrebbe avvenire non prima di sette mesi, mentre la multinazionale avrebbe programmato di iniziare ad estrarre petrolio dai primi mesi del prossimo anno.

Staremo a vedere come si risolverà la questione. Certo è che l’eventuale trasporto con autocisterne del greggio porrebbe questioni di sicurezza e di impatto ambientale che già nei mesi scorsi i sindaci di Corleto Perticara e di Gorgoglione hanno sollevato, chiedendo precise garanzie alla Total, in considerazione del fatto che la viabilità che dovrebbe ricevere il traffico delle autocisterne non è tra le migliori.