“La pena di Stalking non si paga”, lettera aperta al Ministro Orlando

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1.600 firme contro quanto prevede la legge di riforma del sistema penale che entra in vigore oggi e che prevede l’estinzione della pena per varie ipotesi di stalking a fronte del pagamento di una somma di denaro, pagabile anche a rate, ritenuta congrua dal giudice a titolo di condotta riparatoria.
Anche dalla Basilicata prese di posizione. Una lettera è stata inviata al Ministro della Giustizia Andrea Orlando che pubblichiamo.

LETTERA APERTA AD ANDREA ORLANDO, MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

La pena di Stalking non si paga !!!!

Caro Ministro,

mentre continua la strage di donne e, quotidianamente, si allunga la lista di coloro che, dopo anni di atti
persecutori, sono barbaramente assassinate, domani, 3 agosto 2017 entrerà in vigore la legge di riforma del
sistema penale con il nuovo articolo 162 ter. Da domani, così, sarà consentita l’estinzione della pena per
varie ipotesi di stalking a fronte del pagamento di una somma di denaro, pagabile anche a rate, ritenuta
congrua dal giudice a titolo di condotta riparatoria.

Anche Matriarca Mannella, uccisa brutalmente a coltellate dal marito, era una giovane donna che sognava
la libertà, entusiasta della vita che , come le sorelle hanno raccontato, non aveva mai avuto il coraggio di
denunciare “ perché lui minacciava di uccidere i bambini”. Si , la vita di tante, troppe donne è
quotidianamente sconvolta da episodi di minacce e violenze e ci vuole ancora tanto coraggio per trovare la
forza della denuncia e impedire che molte vite si consumino tra la paura, lo strazio e il dolore della
persecuzione fino alla morte.

Tante , troppe donne hanno perso la vita nel lungo e faticoso percorso per far diventare il tema della
violenza di genere una grave violazione dei diritti umani e per ottenere norme , a livello internazionale e
nazionale, capaci di tutelare le vittime di comportamenti violenti: dall’adozione della Convenzione
sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne(CEDAW), alla Convenzione di Istanbul
del Consiglio d’Europa, dalla Legge N. 66/1996 che per la prima volta considerava la violenza contro le
donne come un delitto contro la libertà personale, alla legge n. 38/2009 che ha inasprito le pene per la
violenza sessuale ed ha introdotto il reato di stalking ,alla legge n. 119/2013 recante disposizioni urgenti in
materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere. Nel mentre, la mobilitazione contro la
violenza di genere e l’azione di sensibilizzazione e di sostegno alle vittime da parte di tante donne e dei loro
movimenti è stata forte , continua e diffusa : dalle grandi aeree metropolitane ai piccoli centri .

Nel Mezzogiorno il cammino è stato ancora più impervio per le soggettività femminili che, faticosamente,
già conducono grandi battaglie per dare concretamente senso a parole come libertà, responsabilità,
uguaglianza e merito e per portare su un terreno più avanzato l’incontro tra diritti e desideri delle donne.
Grande è il pericolo , oggi , di indebolire il lavoro coraggioso di costruzione di reti e luoghi di dialogo per il
contrasto alla violenza e ai comportamenti persecutori e di dare ancor meno credibilità all’agire politico, già
così estraneo per molte giovani donne nel Sud perché visto distante dai loro sogni e dalle loro ambizioni.

E’ vero che bisogna ancora promuovere tante azioni nelle nostre comunità per prevenire condotte violente
e modificare modelli culturali e sociali , ma il fenomeno dello stalking , che non conosce differenze socio-
culturali, molto diffuso anche se purtroppo ancora troppo nascosto o sottovalutato, ha bisogno per essere
contrastato anche di messaggi chiari che incoraggino le donne a denunciare sempre più le molestie subite ,
nella certezza che lo Stato è pronto a tutelarle anche impedendo che si consumi una limitazione dei loro
diritti.

Si sgombra così anche il campo alla tentazione di ritorno a un’ antica concezione delle donne come oggetti
d’uso, da utilizzare , scambiare e dominare. Una violazione dei diritti umani, dell’integrità fisica e
psicologica, della sicurezza, della libertà e della dignità della persona non può essere mercificata e
monetizzata e anche solo l’ipotesi interpretativa che l’estinzione del reato di stalking possa avvenire
mediante un semplice pagamento di denaro, è intollerabile!


Nell’attesa che lei, come aveva annunciato, avesse immediatamente provveduto a fare chiarezza e a
modificare l’art. 162 ter abbiamo lanciato una petizione pubblica su change.org:” Subito modifica dell’art.
162 ter! Ora non domani” che in poco tempo ha già superato , mentre le scriviamo ,17000 firme .

Anche a nome di tutte queste persone, caro Ministro, Le chiediamo , in modo accorato, di onorare la Sua
promessa perché ogni ora che passa rischia di essere riempita dalla sofferenza o dalla fine di una vita che
non siamo stati capaci di sostenere.

Non vorremmo più chiedere scusa e salutare donne come Matriarca Mennella con il lancio in cielo di 38
palloncini rossi e con un tappeto di petali bianchi e rossi , ma vorremmo che tutte le donne che subiscono
atti persecutori e violenti si sentissero confortate e sostenute, anche nella loro scelta coraggiosa di
denuncia ,da uno Stato che non mostra cedimenti nella lotta contro lo stalking e qualsiasi altra forma di
volenza !

Per questo noi Le scriveremo il 3 di ogni mese e continueremo a mobilitarci con le raccolta di firme,fino a
quando l’articolo non sarà modificato!”

Le prime firmatarie della petizione

Lucia Sileo, consigliera comunale di Potenza

Teresa Boccia, direttora Urbanima-LUPT Università di Napoli Federico II, membro AGGI –ONU Habitat

Anna Sevaggi, Presidente nazionale Associazione AIDE-Donne 2019, Matera

Patrizia Palumbo, Presidente -Associazione Dream team- donne in rete, Scampia , Napoli

Antonella Viceconti, Presidente provinciale CIF , Lauria

Lia Cacciottoli, sociologa , associazione Expoitaly”