Bolognetti su «Earth Overshoot Day»

172
Aerial view using a fish-eye lens of forest flooded by black water of Rio Negro. Rio Negro Forest Reserve, Amazonas, Brazil.

L'”Earth Overshoot Day», il Giorno del Sovrasfruttamento della Terra, di ieri, 2 agosto, offre al segretario regionale dei Radicali Lucani, Maurizio Bolognetti una riflessione su problemi dei quali parlava il giurista-filosofo Mario Pagano già nel 1785.
Cosa scrive Bolognetti?

“Non è stato un buongiorno il 2 agosto. Non è stato un buon giorno per il pianeta che ci ospita e per le specie viventi che lo popolano.

Da poche ore abbiamo iniziato ad accumulare l’ennesimo debito ecologico; da poche ore è iniziato l’ennesimo depauperamento di risorse preziose che, come nel caso dell’acqua, garantiscono la nostra sopravvivenza. L’overshoot day arriva sempre prima e non si intravedono all’orizzonte inversioni di rotta che facciano sperare in una urgente, e non più rinviabile, inversione di tendenza. La verità è che stiamo viaggiando come una locomotiva impazzita, che prima o poi andrà a sbattere. La verità è che esauriamo sempre prima il budget di risorse naturali rinnovabili che la terra mette a nostra disposizione annualmente. La verità è che ci comportiamo come una famiglia che continua ad indebitarsi, senza tenere in considerazione che prima o poi il debito contratto dovrà essere restituito. La verità è che stiamo viaggiando verso la bancarotta ecologica.

Il biologo marino canadese Daniel Pauly, non a torto, ha suggerito di ribattezzare l’era nella quale viviamo “Myxocene”, rifacendosi a un termine greco che significa melma.

Di certo, il combinato disposto deforestazione/utilizzo combustibili fossili ha determinato un aumento della concentrazione di diossido di carbonio nell’aria del 40% in soli due secoli e, nello stesso lasso temporale, un raddoppio della presenza di metano. Tutto ciò sta producendo e produrrà conseguenze devastanti sul clima.

Ha maledettamente ragione Elizabhet Kolbert, quando nel suo “La sesta estinzione” ci ricorda che “stiamo riportando indietro la storia geologica del pianeta” e che “lo stiamo facendo alla velocità della luce”: basti pensare al processo in atto di acidificazione degli oceani.

Ed ha altresì ragione l’ecologo dell’università di Stanford, Paul Ehrlich, quando afferma che “portando all’estinzione le altre specie, il genere umano sta recidendo il ramo su cui esso stesso posa”.

La verità è che, se non vogliamo andare a sbattere e vogliamo interrompere l’ecocidio planetario in atto, occorre un cambio di paradigma. Occorre passare dal paradigma riduzionista-meccanicista, che ha caratterizzato i 250 anni che vanno dalla rivoluzione industriale ai nostri giorni, a un paradigma organico-olistico(ecologico) consapevole della realtà dei “limiti dello sviluppo”.

Il giurista e filosofo Mario Pagano, nel 1785, nei suoi saggi politici ha impartito a noi tutti una lezione di assoluta attualità: “La natura – scriveva Pagano – un patrimonio comune ha concesso agli uomini tutti, ha legato loro un’ampia eredità, la quale è questa madre terra, dal cui seno prodotti gli ha, e nel seno della quale gli ha piantati e radicati. Se tu uomo mortale, distendi la tua mano e la tua forza di là del confine, che ti segnò la natura, se occupi dei prodotti della terra tanto, che ne siano offesi gli altri esseri tuoi simili, e manchi loro l’esistenza, tu proverai il riurto loro, il tuo delitto è la invasione, il violamento dell’ordine, la tua pena è la distruzione”.

Le parole scritte da Pagano oltre due secoli fa ci restituiscono l’eco dei temi legati all’overshoot day. Speriamo davvero di riuscire a salvaguardare, per le generazioni a venire, l’eredità di cui parla il filosofo lucano”.