Emergenza cinghiali. Valluzzi (Upi): il Governo decisa subito cosa fare

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“L’emergenza per la sicurezza dei cittadini e la crescita esponenziale dei danni in agricoltura determinata dall’aumento straordinario della popolazione di cinghiali ormai riguarda tutto il Paese, le aree urbane come quelle interne. Se davvero il Governo vuole risolvere questa criticità ci faccia sapere quanto prima come intende intervenire e in che tempi e con quali modalità ritiene di dovere affrontare le problematiche relative ai danni provocati dalla fauna selvatica”.

Nicola Valluzzi, Presidente Upi Basilicata

Lo ha chiesto il rappresentante dell’Upi in Conferenza Unificata, Nicola Valluzzi, presidente della Provincia di Potenza, nella riunione che riportava all’ordine del giorno del tavolo di confronto tra Governo, Regioni, Province e Comuni, una comunicazione sui lavori svolti in seno al Tavolo istituito per esaminare i possibili interventi, normativi e gestionali, per affrontare le problematiche relative ai danni da fauna selvatica.
Tra le indicazioni analizzate dal tavolo di lavoro, anche la proposta di modifica della Legge 11 febbraio 1992, n. 157 recante Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio.
“Una modifica che appare necessaria – ha detto Valluzzi – ma che deve essere adottata entro l’autunno, altrimenti non sarà più possibile intervenire in questo scorcio finale di legislatura.
Certo – ha rimarcato poi il rappresentante dell’Upi al Governo – l’assenza del Ministero dell’Ambiente a questo tavolo oggi non ci fa ben sperare”. Una sollecitazione che è stata colta dal Governo, che ha spostato la discussione di questo tema alla prossima settimana, sollecitando espressamente la presenza del rappresentante del Ministero dell’ambiente.


Ci auguriamo – ha concluso Valluzzi- che questo ci permetta di ricevere la prossima settimana le risposte ai quesiti che abbiamo posto. Certo è che qualunque soluzione si decida di attuare, deve essere considerata di massima urgenza: continuare a rimandare mette a serio rischio la sicurezza delle comunità e dei territori”.