Amaro Lucano, la famiglia Vena accetta la sfida della filiera corta

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“Ho avuto modo di conoscere la famiglia Vena tempo fa. Sono rimasto impressionato dalla storia ultra decennale di queste persone che hanno avuto caparbietà e voglia di scommettere su una regione piccola che negli anni passati ci ha consegnato uno spaccato di speranza. Finalmente siamo riusciti ad alzare la testa ed a superare ostacoli e momenti difficili”.

Lo ha detto il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella questo pomeriggio, a Pisticci Scalo, nel corso di un incontro organizzato per sottoscrivere l’accordo di programma con Alsia e l’azienda “Amaro Lucano” finalizzato a garantire la presenza nel famoso amaro conosciuto in tutto il mondo di erbe officinali prodotte nel territorio della Basilicata. Al tavolo erano presenti l’assessore alle Politiche agricole e forestali della Regione, Luca Braia, il proprietario dell’azienda pisticcese Pasquale Vena, il direttore dell’Alsia, Domenico Romaniello e i vertici della Coldiretti regionale nelle persone del presidente Piergiorgio Quarto e del direttore Francesco Manzari.

La famiglia Vena ha accettato la sfida della filiera corta proposta da Coldiretti Basilicata dando così la possibilità a circa 20 giovani imprese, molte di queste vincitrici del bando del PSR riguardante i primi insediamenti, di produrre una tipologia di erbe, esattamente sette, utili ad aromatizzare il popolare amaro, quali genziana, assenzio romano, achillea odorosa, salvia sclarea, origano volgare, maggiorana e timo volgare. In tutto questo progetto, l’Alsia nell’ambito di un modello vincente in cui pubblico e privato operano in sinergia, sarà determinante nel fornire le indicazioni ai produttori utili a fornire una qualità elevata delle erbe officinali.

“In un mondo imprenditoriale nemmeno poi tanto diffuso – ha aggiunto Pittella – la famiglia Vena ha vinto la sfida. Ha dimostrato che si può parlare al mondo anche restando in Basilicata. É una famiglia tenace. Ha prodotto una miscela “esplosiva”, nel senso buono del termine, che prova a catapultare questo amaro in tutto il mondo, senza snaturare la genuinità del prodotto. La famiglia Vena ha mostrato attaccamento alla nostra terra. Il rispetto per le proprie origini ha costituito il trampolino di lancio. La firma del protocollo di oggi dimostra che ce la possiamo fare. La disponibilità della Regione è totale. Consegno – ha concluso Pittella a margine della sigla del protocollo – un sentimento di orgoglio alla famiglia Vena, alla Coldiretti e ad Alsia: tutti protagonisti, in questa circostanza, di una avventura straordinaria”.