Mazzette per essere assunti nell’indotto Fca: scatena il putiferio la denuncia di mons. Todisco

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Ad un mese dalla sua partenza per l’Honduras, mons. Ganfranco Todisco (nella foto di copertina), ex Vescovo – si è dimesso dall’incarico per tornare a fare il missionario – di Melfi-Rapolla-Venosa ha rilevato quello che probabilmente sapeva da tempo: per lavorare nelle aziende dell’indotto Fca più di qualche giovane è stato costretto a pagare una vera e propria tangente a qualche sindacalista. A chi non l’ha detto.
La denuncia fatta durante un convegno su giovani e lavoro ha scatenato reazioni a vari livelli soprattutto all’interno delle organizzazioni sindacali. Tutti a chiedere che si faccia chiarezza, che la magistratura indaghi. Che si garantisca dignità e rispetto di chi cerca lavoro.
Ma c’è chi – e non a torto – stigmatizza il fatto che colpire nel mucchio non è corretto.
Lo sostengono il segretario confederale regionale, Giovanni Tancredi e  il segretario generale Industria della Basilicata, Giuseppe Giordano, dell’Ugl.
“Riteniamo che il sindacato unito, se pur con legittime posizioni politiche diverse e democratiche di confronto, da oltre 25 anni sta garantendo continuità e purezza d’immagine alla fabbrica ed il suo indotto più grande d’Italia.
Non accettiamo – proseguono Tancredi e Giordano – che il lavoro di tanti uomini, sindacalisti per bene e che quotidianamente difendono i diritti dei lavoratori e di migliaia di famiglie, venga screditato ad alta voce in un Convegno solo magari per fare audience: chi sa parli o taccia, non facciamo male al territorio.
Noi non ci stiamo. Si facciano nomi e cognomi. Non possiamo- concludono Tancredi e Giordano – infangare il sindacato e uno stabilimento automobilistico all’avanguardia dove vi lavorano, con alto senso di responsabilità ed eccellenza, oltre 12mila persone, tra cui sindacalisti”

Pronti a costituirsi parte civile la Cisl Regionale e la Fim Cisl. Lo hanno dichiarato  il segretario generale, Nino Falotico, e il leader del sindacato dei metalmeccanici, Gerardo Evangelista, i quali lanciano “un appello accorato a chi sa o a chi è stato costretto ad accettare questi veri e propri ricatti a denunciare i fatti alla magistratura per assicurare alla giustizia questi sciacalli che lucrano sulla disperazione e sui bisogni delle persone”.

La Uil e la Uilm non si limitano a riprendere le parole forti di Monsignor Todisco e a sostenerne la denuncia.
“C’è un compito specifico – si legge in una nota – che spetta direttamente al sindacato e che riguarda le assunzioni in ogni posto di lavoro e non soltanto alla Fca: la vigilanza, con ogni strumento che appartiene al sindacato, sulle modalità di reclutamento e di assunzione per ogni tipologia di contratto, sia a tempo determinato o attraverso agenzie interinali che a tempo indeterminato.  L’obiettivo centrale – si afferma nella nota – deve essere quello di sottrarre i disoccupati alla “rete” delle clientele di ogni natura e con maggiore determinazione a meccanismi di illegalità purtroppo ancora presenti e non solo nei comparti agricolo ed edile”.

“Sconcertanti le dichiarazioni del vescovo di Melfi sulla possibile esistenza di atti di corruzione e ricatto all’interno del polo dell’auto di San Nicola di Melfi”. E’ quanto si legge in un comunicato stampa della Fismic Nazionale.
“Se tali episodi corrispondono a verità, invitiamo il vescovo ad esporre quanto prima denuncia in Magistratura con i nomi di chi avrebbe commesso questa orrenda azione dei giovani senza lavoro” dichiara il segretario generale Fismic Confsal, Roberto Di Maulo.
Pensiamo che faccia bene il vescovo a meglio circostanziare la sua denuncia e pertanto se farà questo – prosegue il leader Di Maulo – noi saremo i primi a costituirci come parte civile contro tali ignobili mercanti di carne. Invitiamo inoltre la Magistratura ad aprire comunque un dossier alla luce di quanto dichiarato dal vescovo di Melfi”

La denuncia fatta dal Vescovo di Melfi sulle tangenti che alcuni lavoratori avrebbero pagato per essere assunti nell’ indotto Fca non può cadere nel vuoto . Lo sostiene il segretario regionale della Cgil, Angelo Summa, il quale chiede che “si apra subito un’inchiesta perché il mondo sindacale ha bisogno di chiarezza, etica, responsabilità e passione per dare diritti al lavoro e per contrastare una pratica di asservimento sulla quale alcune organizzazioni sindacali hanno costruito, in mondo anomalo, la loro forza di rappresentanza .
Summa chiede inoltre che la Magistratura faccia chiarezza sui fatti denunciati mettendo in piena luce il rapporto tra agenzie interinali , Fca e mondo sindacale .